Googlart

Il colosso di Mountain View ha aggiunto un nuovo tassello al suo grande puzzle di intermediario della cultura digitale dei tempi moderni: l’arte.
Googleartproject.com nasce in collaborazione con i più importanti musei del mondo, per l’esattezza 17,  tra cui anche gli Uffizi, con l’obiettivo di fornire all’utente la possibilità di scoprire i più grandi capolavori d’arte direttamente attraverso un click e lo schermo di un computer.
La tecnologia è quella già utilizzata per Street View , con una fotografia panoramica a 360°, ma in una versione “interior” dove al posto delle strade e dei marciapiedi ci sono stanze e atrii dei più grandi centri espositivi internazionali.
Il progetto è nato in 18 mesi da un “google team” appassionato d’arte,  che vi ha dedicato solo il 20% delle loro giornate lavorative, e coinvolge circa 1000 opere di 486 artisti diversi e dà la possibilità agli utenti di vedere ed esplorare capolavori artistici in una maniera un’unica.
L’utente può “surfare” i vari musei e approfondire la conoscenza di determinate opere attraverso informazioni sul dipinto e sull’artista presenti nei contenuti aggiuntivi oltre al canale dedicato di YouTube, poi se accede attraverso il suo Google Account può inviare commenti, creare la sua “collezione” personale e condividerla con amici e conoscenti.

Ogni museo ha scelto autonomamente quali opere rendere accessibili e soprattutto quale singola opera potesse essere immortala in una super risoluzione chiamata “ Gigapixel Artwork” che riproduce l’immagine attraverso 7 miliardi di pixel e permette al visitatore digitale di vedere dettagli che sfuggono all’occhio nudo, come i particolari lasciati dal pennello sulla tela.

Ma questo processo di apertura virtuale delle porte delle grandi istituzioni dell’arte al grande pubblico della Rete è ancora ad uno stadio iniziale; prima di tutto per l’assenza di grandi nomi del panorama internazionale come  ad esempio il Louvre, il Musee d’Orsay , il Prado e i Musei Vaticani e  poi perché poche opere sono in alta risoluzione, favorendo alcuni artisti piuttosto che altri secondo dei criteri che spesso non corrispondono proprio ai gusti della maggior parte dei visitatori. Alasti Sooke sul Telegrapfh dichiara discutibile la decisione del Museo Reina Sofia di riprodurre in altissima risoluzione  la composizione cubista di Juan Girls piuttosto che il Guernica di Picasso, opera simbolica che per molti costituisce la motivazione principale per la visita  al museo di Madrid.

Amit Sood leader del Google Art Project dichiara che nella loro iniziativa hanno cercato di coinvolgere più musei possibili, ma ovviamente con dei limiti, non potendo aspettare troppo a lungo.

Perché sappiamo Internet premia la tempestività e il colosso di Mountain View nella sua battaglia per quello che sembra essere ogni giorno di più un monopolio a tutti gli effetti non può permettersi il lusso di perdere tempo.

Noi popolatori del Web e amanti dell’Arte siamo comunque grati  a Google per il suo progetto, che amplifica le nostre possibilità di conoscere, approfondire, scrutare e criticare  gran parte del patrimonio artistico mondiale in un processo di democratizzazione  culturale che non esclude nessuno in nessun momento, perché questo è il bello della Rete …la visita è accessibile a tutti 24 ore su 24.

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