Anche Picasso ha il suo codice a barre

La tecnologia ed il web sono delle opportunità di promozione e diffusione per i musei?
La domanda è  retorica.
Infatti Internet e le sue applicazioni tecnologiche non possono più prescindere da ogni nostra attività, sia essa quotidiana che sporadica, ma questo non vuol dire che è sufficiente un mero utilizzo per ottenere un risultato positivo.
La tecnologia e la Rete devono essere studiati, compresi e poi messi all’opera a seconda delle esigenze e soprattutto a seconda di chi ne usufruirà, soprattutto se parliamo di arte e cultura.
Sabato 19 febbraio inaugurerà a Richmond, capitale della Virginia negli Stati Uniti, una mostra dedicata a Pablo Piccasso presso il Virginia  Museum of Fine Arts.
Un’esposizione molto attesa dal pubblico americano e che riunirà 176 opere del pittore spagnolo concesse  dal Musée National Picasso di Parigi che, essendo chiuso per restauro fino al 2012, ha deciso in maniera lungimirante di non rinchiudere i capolavori del maestro cubista per un anno, ma bensì di spedirle oltreoceano per un’ esposizione speciale.
Il VMFA ( acronimo dell’istituzione di Richmond) in collaborazione con una delle più famose agenzie americane, The Martin Agency,  ha deciso di avvelersi di un supporto tecnologico e digitale per lanciare la mostra, trasformando le opere picassiane in “augmented reality” ovvero realtà aumentate grazie all’utilizzo dell’applicazione per smartphone QRCode.
Ma in poche parole di cosa si tratta?
Il codice Qr ( acronimo di quick response) è un codice a barre bidimensionale che letto attraverso un cellulare  fornisce delle informazioni, in questo caso delle immagini.
I QrCode creati per il VMFA saranno una finestra per gli utenti sulle 176 opere di Picasso.
Questa applicazione si ispira molto all’arte di Pablo come afferma  Keith Cartwrigh direttrice creativa dell’agenzia: “ egli prendeva gli oggetti e li metteva insieme per creare i suoi capolavori così noi mettiamo insieme una serie di QrCode per creare qualcosa di unico e estremamente interessante per gli utenti.”
Ma dove verranno messi questi Qrcode?
Nella Grande Mela in prossimità dell’incrocio tra Grand and Wooster Streets, dove attraverso la lettura del codice a barre  le opere dell’artista spagnolo saranno visibili sulle pareti degli edifici newyorchesi, rendendo ancora più affascinante l’urbanistica di una delle più belle città del mondo.
A Philadelphia a fare da scenario all’arte di Picasso le pareti esterne ed interne di una mega store americano, dunque mentre si riempiranno carrelli e strisceranno carte di credito i capolavori dell’artista cubista edulcheranno  la dose di consumismo giornaliero e/o settimanale.
A Richmond dove ha sede il museo saranno i 33 Starbucks locali a prendere parte all’iniziativa: ogni cliente che entrerà per prendere un bibitione di caffè o un thè alla vaniglia leggendo i Qr code che troverà all’ingresso si rilasserà circodato da Picasso.
Facebook sarà il nodo centrale di questa caccia al tesoro “artistico”,  infatti in una pagina dedicata si potranno trovare tutte le opere e le coordinate dove i QrCode si attivano.
Pablo diceva “ L’arte è la bugia che ci permette di conoscere  la verità” in questo caso è l’arte stessa ad essere svelata attraverso l’illusione realizzata dalla tecnologia.

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