Allora & Calzadilla: musica per gli occhi

Un tardo pomeriggio di fine Ottobre scandito da una pioggia timida ed una leggera foschia  dà il benvenuto al duo artistico Allora & Calzadilla nel cuore di Milano a Palazzo Cusani.

Dopo aver attraversato a piedi Brera varco la porta di quella che è oggi la sede del Comando Militare della Lombardia e subito mi ritrovo in una dimensione affascinante e magistralmente diretta da Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla.

Fault lines è il titolo dell’esposizione e significa letteralmente linee di frattura, demarcazioni nette che si possono trovare nel suolo per l’incontro di masse rocciose e che in questo caso sono gli equilibri precari e le identità instabili che abitano il mondo.

Ad aprire le danze è una scultura di poliuterano posizionata nel cortile del palazzo e animata dalle voci di  cantanti lirici che sbucano da diversi cunicoli intonando, come se fossero testi musicali, i discorsi di personaggi storici del Novecento, da Martin Luther King a Saddam Hussein.

Questa opera imponente circondata da melodia e suoni diventa una massa vibrante pronta a narrarci la nostra storia.

Dopo la porta d’ingresso la musica è la vera padrona di casa: un trombettista jazz suona la sveglia militare sulla scalinata che porta alla prima sala, il Salone Radetzky, dove è presente l’opera forse più famosa del duo ispanico americano, un pianoforte a coda con un enorme buco al centro all’interno del quale un pianista suona, posizionato al contrario, la Nona Sinfonia di Beethoven meglio conosciuta come Inno alla Gioia, muovendosi all’interno della stanza dove oltre gli stucchi e affreschi autoctoni, sono presenti le immagini di soldati in Afghanistan che festeggiano Halloween con costumi e maschere.

La musica solenne e di indubbia fama  guida un’azione di scardinamento delle tradizioni, di passaggio di confine dove l’uomo approccia in maniera totalmente inconsueta lo strumento musicale intonando un inno che fa da colonna sonora a delle immagini ironiche e allo stesso tempo piene di drammaticità. I soldati con i costumi da supereroi sono al confine tra la nobiltà del loro sacrificio per la patria e l’alienazione di un viaggio di guerra senza vincitori nè vinti.

Le volte affrescate di Palazzo Cusani fanno da scenografia anche alla Trilogia video presentata in questa occasione da Allora & Calzadilla. Il primo video si intitola Raptor’s Rapture e la protagonista è Bernadette Kafer, musicista e studiosa di strumenti preistorici che suona un flauto di 35000 anni fa fatto con le ossa di un grifone, animale protagonista anche lui del video e appartenente ad una specie in via di estinzione. Qui la musica con quel suono ancestrale fa da collante tra un mondo scomparso ed uno che rischia di scomparire.

Poi nella Sala degli Intarsi è la volta del secondo video Apotomé dove il protagonista è Tom Storms un cantante dotato di una particolare estensione vocale che gli permette di arrivare alle note più basse del mondo la cui frequenza può essere udita solo dagli elefanti, anch’essi co-protagonisti del video, non più come esseri viventi ma, come cumulo di ossa custodite  al Museo di Storia Naturale di Parigi. Tom con la sua voce omaggia i pachidermi in una sorta di serenata che crea un legame tra la vita e la morte.

Infine nell’ultima sala il video che chiude la trilogia è dedicato alla Venere steatopigia conservata al Musée de l’Homme di Parigi, una statua paleolotica tra le più antiche raffigurazioni del corpo umano che alcuni studiosi dicono riprodurre con le forme del suo corpo una scala diatonica. Ecco allora che nel video una violoncellista esegue una partitura che ha l’intento di riprodurre le forme armoniche della raffigurazione della Dea. La musica diventa il mezzo per varcare la soglia, per rendere reale l’irreale, possibile l’impossibile,  per scuoterci, per farci muovere e cambiare posizione, per stravolgere la nostra prospettiva.

Il meraviglioso allestimento di Allora & Calzadilla a Palazzo Cusani non è altro che un invito a superare i limiti che spesso ci vengono imposti o che imponiamo a noi stessi, è un’esortazione ad abbandonare le consuete chiavi di lettura e lasciare che quello che ci circonda venga recepito con un diverso punto di vista.

Superare la linea di confine, seguire la musica e scoprire tutti i mondi possibili.

http://www.fondazionenicolatrussardi.com

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