Salone del Mobile & Co. edizione 2014

E’ domenica sera e l’edizione 2014  della design week milanese è giunta al termine. E’ stata una settimana impegnativa che però mi lascia il rammarico di qualcosa che si sia concluso troppo velocemente ,ma che allo stesso tempo abbia avuto l’intensità di un mese intero. Questo è quello che mi ha colpito di più del Fuorisalone 2014, giorno per giorno.

Lunedì è stato il giorno del Temporary Museum of New Design sul Superstudio Più di via Tortona.Qui mi sono innamorata della linea di gioielli fatta con la stampante 3D di Maison 203 diverse linee per forma e colore super leggerei da portare, poi il SuperOrtopiù al terzo piano dell’edificio di via Tortona progettato da Michelangelo Pistoletto: un orto pensile creato su un terrazzo di 750 m quadrati, che sia il primo di numerosi orti urbani che potrebbero popolare Milano?

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Per concludere  la giornata sono passata all’Università Statale di Milano in via Festa del Perdono,7. Ogni anno questo posto si presta a location perfetta per installazioni imponenti con forte effetto scenografico, tutte curate Interni Magazine. Nell’edizione 2014 è stata replicata anche l’opera Rice Countig Exercise di Marina Abramovich su un tavolo progettato dall’architetto e designer Daniel Libeskind.

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Martedì è stata la volta di San Gregorio Docet nuovo distretto” ristretto” del Fuorisalone 2014 tra la zona di Porta Venezia e Stazione Centrale. Ho visitato l’esposizione di Wallpaper, magazine internazionale di design e stile, Wallpaper Handmade presso lo spazio espositivo Leclettico dove oltre alle lampade colorate di Verreum sono rimasta affascinata dalla presentazione de Le Jeune Rue : un progetto culinario e di design che si svilupperà tra la Rue Volta e la Rue du Vertbois a Parigi. L’idea è quella di valorizzare un quartiere parigino attraverso spazi  realizzati da designer e architetti unendo il tutto con la presenza di ristoranti e bistrot di eccellenza culinaria. Poi ho scoperto il designer blocks londinese tra via Boscovich e via Cappellini con il servizio di piatti kitsch di Mineheart  le le splendide creazioni di legno di Camilla Barnard. Lei si definisce come colei che realizza cose dal legno ed è proprio così, dai più piccoli oggetti, come penne , a quelli più grandi come ferri da stiro o lavatrici, tutto rigorosamente  fatto intagliando il legno. Per finire la mostra Hot and Cold di Fabrica  al Garage Milano: installazioni interattive  realizzate attorno alle sensazioni di caldo e freddo.

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Il mercoledì mi sono diretta a Lambrate : un quartiere intero dedicato a designer internazionali. Nel visitare i vari open studio ho pensato che in futuro mi piacerebbe lavorare in un posto con il cloud table di Studio Maks, un tavolo immenso di 150 m fatto per studiare, lavorare, scrivere. Poi sono andata a scoprire il duo di designer olandesi Ontwerpduo di cui mi piaceva tutto, ma soprattutto la loro linea di lampade Folia Lumina e Light Forest, una natura di luce artificiale.

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Seconda tappa: le 5VIE  altra nuova zona della Design Week 2014 tra Sant’Ambrogio e Cordusio.  Nel meraviglioso negozio Wait and See di via Santa Marta,14,un concept store da sogno nel centro di Milano in cui passerei giornate intere, l’installazione Folding Colors del designer Uros Mihic, un immenso origami colorato.

Infine Piazza Affari e la celebrazione con giochi di luce  dell’opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan e la presentazione della nuova linea di Seletti in collaborazione con Toilet Paper Magazine, con “Maracaibo” di sottofondo.

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Giovedì non ho visto nulla, ma ho ascoltato molto. Ho ascoltato Paola Antonelli, curatrice della sezione Architettura e Design al Moma di New York, ospite di un evento organizzato da Meet the Media Guru a Palazzo Reale e ho scoperto quante declinazioni possa avere il design e quante ancora possano essere realizzate.

L’ultimo giorno sabato (venerdì ahimè è saltato) sono andata allo Spazio Rossana Orlandi ,  ex fabbrica di cravatte in via Matteo Bandello 14 e 16 ora luogo di culto del design milanese. Qui ho trovato molta arte nei Manufatti di Emanuela Crotti in cui diversi oggetti e tessuti si fondono insieme per creare pezzi d’arredo unici ed anche nell’esposizione The Talking Table realizzata dagli studenti della Konstfack (Scuola di Arichitettura e Design di Stoccolma): una tavola imbandita in cui ogni oggetto rappresenta il comportamento umano e le norme culturali in diversi Paesi. Poi nella mia casa vorrei gli appendiabiti minimal di Sine Collection, le lampade Moulds di Jan Plechac & Henry Wielgus ed un comodino di Marcantonio Raimondi Malerba per Seletti.

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Ho concluso il tutto tornando nuovamente nel distretto 5Vie dove ho trovato divertente e ben realizzata l’installazione Sideshow del designer olandese Maarten Baas, allestita al Garage Sanremo in via Zecca Vecchia, una sorta di circo animato da oggetti di design come specchi distorti e sedie in movimento.
Infine ho capito che Milano nei suoi cortili nasconde tesori come il Laboratorio Paravicini, laboratorio specializzato in servizi per la tavola in ceramica sottile, in via Santa Marta, che ha realizzato la splendida collezione Circus di piatti per il Fuorisalone di quest’anno.

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E come souvenir di questa edizione 2014 mi sono comprata il mio primo anello fatto con una stampante  3D

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See you next year!

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