La Rete conquista il mercato dell’arte

Domani si inaugura Vip Art Fair fiera d’arte online di cui avevo parlato in questo post.
Partecipano 140 gallerie provenienti da 30 paesi in tutto il mondo.
Quella delle fiere di settore online non sembra essere una moda nata da facili entusiasmi per la Rete e le nuove tecnologie, bensì un trend che si sta consolidando sempre di più nel mercato dell’arte. L’ultima novità, che verrà lanciata nella primavera prossima, è www.art.sy un portale che ha come obiettivo quello di aiutare l’utente a scoprire l’arte, collezionista esperto o profano che sia.
Per capire l’importanza del progetto basta citare gli investitori principali: Eric Schmidt, Ex Chief Executive e da ieri Presidente Esecutivo di Google, Jack Dorsey, Chairman e cofondatore di Twitter, Dasha Zhukova, collezionista russa e compagna del magnate russo Roman Abramovich , Wendi Murdoch produttrice cinematografica nonchè moglie di  Rupert Murdoch e molti altri.
La mission di art.sy è quella di aiutare tutti coloro che intendono collezionare arte a trovare i capolavori più affini alle loro personali preferenze e coerenti con i loro acquisti passati. Alla base del nuovo portale c’è un algoritmo chiamato Art Genoma Project, che identifica e crea legami tra varie opere d’arte, molto simile alle modalità con cui il sito di musica Pandora fa scoprire nuove band in base ai propri gusti musicali. Non a caso il Ceo di Pandora Joe Kennedy è consulente di art.sy.
L’esigenza che il mercato dell’arte scelga tra i suoi canali anche la Rete nasce dal fatto che le nuove generazioni che si stanno dedicando e si dedicheranno al collezionismo d’arte hanno un stile di vita altamente tecnologico  e  il mercato stesso sta mostrando i primi sintomi di un’ “influenza internettiana”. Infatti numerosi capolavori nell’ultimo anno sono stati venduti online: come il dipinto ad olio di Arpita Singh venduto in Rete per $ 2,2 milioni di dollari  dalla casa d’asta Saffronart oppure come  la collana di platino e diamanti venduta da Sotheby in Asia per $1,1 milione di dollari.
Ma quali sono i pareri degli esperti del settore, primi attori chiamati in causa in questa evoluzione ?
Dennis School, collezionista di Miami, dichiara al Wall Street Journal “ Non so se questi luoghi virtuali saranno in grado di ricreare l’energia  e l’atmosfera a cui siamo abituati nelle fiere classiche” ed afferma anche di essere  scettico sulla nuova piattaforma art.sy con qualche contraddizione però “ Come può qualcuno dirti quale tipo di opera d’arte ti piace, il collezionismo è qualcosa che nasce dal nostro subconscio, è difficile riprodurre questo meccanismo attraverso un algoritmo. Anche se ammetto di usare Pandora tutto il tempo”
Poi c’è chi preso dall’entusiasmo della Rete commette anche qualche errore come Tony Podesta, collezionista di Washington, che ha acquisto più della metà delle opere che possiede basandosi su foto digitali, con qualche svista…infatti ora lui e la moglie convivono con un gigantesco divano fatto di animali impagliati di Humberto e Fernando Campana acquistato con la convinzione che avesse dimensioni “ normali”.
Infine Xavier Hufkens, uno dei più importanti galleristi del Belgio, dichiara in un’intervista a artreview.com “ Queste iniziative online dovrebbe essere un buon metodo per conoscere nuovi potenziali acquirenti. Se la gente si incontra e si sposa grazie ad Internet non vedo perché i collezionisti d’arte non possano fare altrettanto”

Intanto io questo weekend  mi faccio un giro alla Vip Art Fair dal divano di casa mia con accanto una tazza di thè caldo al posto dello champagne, sicura che le opere d’arte sapranno creare la magia giusta… comunque sarete aggiornati.

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